UNA MAGIA CHIAMATA SCOZIA di Christina MacLeod

 

 

FAQ, ossia le domande più frequenti sulla Scozia:

D- COSA SONO I PUBS?
R- Il pub (abbreviazione del termine Inglese ‘public house’, ossia ‘luogo pubblico’) è una delle più antiche instituzioni della Gran Bretagna. La gente ci va per bere, e oggigiorno anche per mangiare, ma, a differenza del ‘bar’ Italiano o del ‘bistrò’ Francese, il pub Britannico serve da base per la vita sociale. Andare al pub a bere un bicchierino di sherry o una pinta di ‘real ale’, cioè vera birra forte e gustosa, è una scusa per sedersi al bancone o ad un tavolo e iniziare una conversazione col vicino di sgabello o di panca. Il clima Britannico, specie quello Scozzese, non concede molto alle attività all’aperto in genere, e il rifugiarsi nel proprio pub di zona dopo una giornata di lavoro o di studio o di solitudine domestica rappresenta il clou della socialità.

D- Cosa sono i Clans?
R- La parola ‘clan’ deriva dal Gaelico, e significa ‘famiglia’. I celeberrimi Clans Scozzesi, dunque, non sono altro che gruppi famigliari caratterizzati, nella maggioranza dei casi, dai tipici cognomi preceduti dal suffisso ‘Mac’, una sorta di ‘De’ Italiano. Non sarebbe certo cosa rara se vi capitasse di leggere, ad esempio, ‘MacPherson’ e ‘McPherson’. La differenza tra ‘MAC’ e ‘MC’ ha una differenziazione basilarmente geografico-territoriale, in quanto lo spelling MAC dei cognomi Scozzesi si riferisce ad un’ appartenenza o un’origine prettamente Scozzese, mentre MC (che si legge ugualmente ‘Mac’) ha una derivazione più propriamente Irlandese. Ogni Clan Scozzese vanta il proprio motto di famiglia, il blasone, ed il proprio ‘tartan’, ossia il colore del tessuto a quadri di cui è fatto il tipico ‘kilt’ sia maschile che femminile, e che, a seconda dei colori con i quali è rappresentato, indica la provenienza geografica della famiglia in questione come pure il suo cognome.

D- COSA SONO I BED & BREAKFASTS?
R_ Con il termine ‘Bed & Breakfast’, solitamente indicato col noto abbreviativo ‘B&B’ (singolare) e B&B’s (plurale), si intende una casa privata sia gestita che abitata dal suo proprietario il quale mette a disposizione alcune camere della propria abitazione – generalmente un graziosissimo cottage su due, tre piani – ai turisti di passaggio che vogliano gustare la calda ospitalità (soprattutto quella Scozzese)locale e risparmiare sensibilmente sulla spesa per l’alloggio, che in un comune hotel sarebbe almeno del doppio. ‘Letto & Colazione’, traduzione letterale di ‘B&B’, significa appunto che per una cifra abbordabile quasi per tutti si ha a disposizione un comodo letto in una stanza fornita di televisore a colori, doccia, gabinetto, accessori da bagno, acqua calda ventiquattro ore su ventiquattro, riscaldamento autonomo, maxi vassoio con su il tipico bollitore per l’acqua (=’kettle’)ed una generosa fornitura di caffè, tè, zucchero e latte. Il B&B Britannico è sempre di gran lunga da preferire agli alberghi, poiché, oltre a garantire l’assistenza costante e cordiale del suo proprietario, vi dà anche la gradevole sensazione d’essere ‘a casa’, e non nella anonima e spesso fredda sala ristorante di un albergo. Da notare che la differenza tra il B&B e la ‘Guest House’, ossia la ‘pensione’, sta nel fatto che il gestore/proprietario della Guest House non offre sottintesamene la prima colazione come invece garantisce nel nome stesso il B&B; se prendete una stanza in una Guest House e al mattino volete avere la colazione oppure uno dei due pasti principali, ciò comporterà un extra sul costo della camera, oltre all’obbligo di comunicare per tempo al vostro ‘landlord’(=’padrone di casa’)o alla vostra ‘landlady (=’padrona di casa’)quale dei tre pasti fondamentali vorreste avere nonché l’orario in cui preferireste che vi fosse/fossero servito/serviti.

D- COSA SONO E DOVE SI TROVANO LE DISTILLERIE IN SCOZIA?
R- Le distillerie di whisky sono generosamente distribuite sull’intero territorio Scozzese, incluse naturalmente le isole (Skye, Orkney, Shetland). Sono quasi tutte visitabili con dei tours guidati, la sublimazione dei quali sta nella possibilità di ‘assaggiare’ quanto viene regolarmente prodotto. Il mio consiglio spassionato è di non effettuare questi tours nelle prime ore del mattino, soprattutto se siete di quelli che non vanno oltre il mezzo bicchiere di vino a pasto o non sono comunque abituati ai cosiddetti ‘superalcolici’: dedicarvi ad assaporare lo squisito nettare prodotto dalle nostre distillerie in orari lontani dai pasti vi procurerebbe quasi certamente un ‘knock out’ difficile da dimenticare. Tanto per fare un esempio, quando visitai per la prima volta la fabbrica della Guinness, la celeberrima birra scura Irlandese più buona e famosa del mondo, entrai a metà mattinata e avrei dovuto uscirne dopo circa quarantacinque minuti, cioè alla fine del tour guidato, assaggi inclusi. Invece, grazie al simpatico intrattenitore-guida che mi toccò in sorte, ne uscii alle sei del pomeriggio, felice e con una quantità tale di alcohol in corpo da fare secco un drago. Quindi andate a visitare quante distillerie volete, perché sarà un’esperienza indimenticabile, ma fate tesoro dei piccoli ‘hints’, ossia ‘suggerimenti’ che vi ho dato. Dimenticavo. Consiglio alla popolazione degli astemi pentiti di non procedere al ‘battesimo dell’alcohol’ in occasione del giro di una distilleria – vi pentireste d’esservi pentiti!

il CLIMA DELLA SCOZIA

Il clima della Gran Bretagna è molto soggetto all’influenza dell’oceano; infatti, per via della pressione molto bassa dell’Atlantico, la pioggia è molto frequente. La Corrente del Golfo, tuttavia, agisce un po’ da catalizzatore, rendendo il clima generalmente abbastanza mite, specialmente nella zona di Edinburgo e le grandi città in genere. Nelle Highlands, invece, la temperatura tende ad essere molto rigida specialmente tra Dicembre e Marzo, quando la neve scende a ricoprire le colline così come le strade cittadine con una tale intensità (e bellezza!) che spesso le scuole vengono chiuse per giorni e, come successe qualche anno fa, l’accesso ad alcuni villaggi diviene impossibile, a volte per settimane.
LA FLORA SCOZZESE.

Varia a secondo della zona, ma è comunque molto ricca durante tutto l’anno. Onnipresente è il cardo, che è il simbolo della Scozia, ed è squisito da mangiare in qualunque modo si cuocia. Le Highlands sono invece caratterizzate principalmente dall’erica (bianca d’inverno, viola carico d’estate) e dalla felce. Le Lowlands vantano una rigogliosa vegetazione le cui numerose specie si ritrovano anche nella maggior parte del centro-nord dell’Europa. Nella zona nota come Grampians (=grandi piani)si può invece godere di un tipo di vegetazione prevalentemente alpina.

ALCUNE CELEBRI “STORIELLE” SCOZZESI.

‘Chi è un maleducato?’
‘E’ uno che continua a parlare mentre tu stai cercando di interromperlo’.

Una preghiera Scozzese:
‘O Signore, io non ti chiedo di darmi la ricchezza. Mostrami solo dov’è’.

Uno Scozzese, un Inglese e un Australiano sono seduti al bancone di un pub e stanno bevendo una pinta di birra ciascuno. All’improvviso, tre mosche cadono in ognuno dei tre bicchieri; l’Inglese rimuove la sua con la punta di un coltellino svizzero; l’Australiano soffia via la mosca che è nel suo bicchiere in una nuvola di schiuma; lo Scozzese, prende a sua per le ali, la solleva sopra il bicchiere e le dice:” Ok, piccola bastarda, sputa subito la birra che mi hai bevuto!”.

Un prete dal pulpito durante la predica della domenica:” Figlioli, non mi importa se mettete bottoni nel cestino della questua invece di monetine, ma almeno usate i vostri bottoni, non quelli dei cuscini della chiesa!”.

All’inizio dei tempi, il Signore Creatore, seduto sul suo trono di luce nell’alto dei cieli, si rivolse a suo figlio Gesù con aria soddisfatta e gli disse:” Figlio mio diletto, oggi ho creato una terra che ho chiamato Scozia. Ne ho fatto un paese percorso da montagne dalla vegetazione rigogliosa e da fiumi che ho provveduto a riempire di una enorme quantità di salmoni. La terra l’ho resa fertile e ricca, in modo che la gente possa farvi crescere il grano che poi diverrà un nettare color ambra ricercato e apprezzato dal mondo intero. Sotto il livello del terreno ho distribuito filoni di carbone in quantità generosa; e sul fondo del mare ho messo olio e gas in gran quantità affinché la gente ne faccia gli usi utili più diversi. Ho distribuito laghi, fiori, alberi, piante e animali di ogni specie in grande quantità, affinché la gente ne possa godere ed apprezzare il colore, il profumo e la bellezza”. Gesù rispose:” Padre mio, la gente che popolerà questa terra che hai chiamato Scozia è davvero molto fortunata”. “Tu credi, figlio mio?”, rispose il Signore, “Aspetta che scoprano che c - - - - di vicini gli ho messo!”.
LA STORIA DEI ‘CROP CIRCLES’ (=’CERCHI NEL GRANO’): REALTA’ O FANTASIA?

La Scozia, terra di mille incanti e magie, non poteva non vantare nel proprio territorio la presenza di uno dei più inquietanti ed affascinanti misteri a tutt’oggi irrisolti: i cerchi nel grano. Stando ad un’antica pergamena, tale suggestivo effetto era da attribuire ai poteri psico-cinetici di un sacerdote Druido. Alla fine degli anni ’70, però, i quotidiani Scozzesi pubblicarono le fotografie di enormi cerchi ritrovati in alcuni campi di grano del nord della Scozia le cui spighe erano visibilmente piegate verso il terreno in senso orario, a formare dei cerchi perfetti. La fantasia umana, per fortuna, non è solo malvagia e perversa, e a volte, come in questo caso, riesce ad elevarsi a piacevoli fantasticherie romantiche, tanto da volere classificare tale fenomeno come opera degli Extraterrestri, che, a detta dei pochi fortunati che asseriscono di essere o essere stati in diretto contatto con loro, si sarebbero dilettati a lasciare un piccolo assaggio della loro tecnologia disegnando tali cerchi sul terreno. Ma sebbene una simile teoria sia indubbiamente affascinante e solletichi le corde dell’immaginario collettivo, essa non è, almeno a tutt’oggi, altro che una fantasiosa supposizione. Da un punto di vista più scientifico, l’enigma dei cerchi giganti nel grano – tanto in Scozia che in molte altre zone della Terra – si potrebbe (cautamente) attribuire all’azione di campi magnetici rotanti che, generando un enorme calore quando più vicini al terreno, potrebbero fare torcere e piegare le spighe. In attesa che un eminente scienziato o un omino verde ci forniscano una volta per tutte la vera spiegazione del fenomeno, consiglio di andare a visitare uno di questi siti nel nord della Scozia. Non vedrete altro che cerchi perfetti di enorme diametro affondati nei campi di grano, ma la vostra immaginazione ne trarrà un sicuro beneficio. E chissà, se vi accampate lì per la notte e rimanete svegli a scrutare il cielo...


 

DRUIDI: CHI ERANO VERAMENTE?

Non sappiamo molto su questi affascinanti quanto misteriosi personaggi comuni tanto alla storia Scozzese quanto a quella Irlandese. Su di loro possiamo, ancora oggi, fare solo supposizioni. Ma, storici fantasiosi o addirittura mistificatori a parte, ciò che possiamo affermare di sapere dei Druidi – con cauta certezza – lo dobbiamo esclusivamente agli storici Greci e Latini e alla letteratura e mitologia Irlandese e Gallese, giunta fino a noi grazie alle trascrizioni dei monaci tra il 9° e il 13° secolo, e in parte anche ai reperti archeologici relativi alla civiltà Celtica.
Nelle saghe epiche Irlandesi e Gallesi, i Druidi venivano raffigurati come Dei, in realtà essi rappresentavano una parte fondamentale della struttura sociale della loro epoca nella quale erano sacerdoti di una religione ‘druidica’ o ‘celtica’ in veste di officianti e aruspici durante riti sacri e cerimonie di vario genere, ma erano anche giudici, insegnanti, maghi e poeti, e la loro grande importanza – al di là del loro innegabile fascino avvolto da avvincente mistero – sta nel fatto che sono i soli testimoni di un popolo che non aveva una lingua scritta, pertanto ogni più piccolo indizio su di loro ci dà la possibilità di risalire in qualche modo alla società, agli usi e ai costumi delle popolazioni Celtiche.

GLI HIGHLANDS GAMES: COSA SONO? QUALE ORIGINE HANNO?

Gli Highlands Games (letteralmente ‘giochi delle Highlands’),nascono anticamente come una sorta di olimpiade delle popolazioni della zona Nord-Occidentale del territorio Scozzese. Gli uomini di ciascun Clan (termine gaelico per ‘famiglia’)amavano misurarsi in competizioni sportive di vario genere, dalla corsa al sollevamento pesi, dal tiro alla fune alla Falconeria, specialità, quest’ultima, legata all’abilità di Clansmen (=capi clan)di interagire con meravigliosi falconi pazientemente addestrati per la caccia durante tutto l’anno. Gli Highlands Games erano anche un modo per riunirsi e stare insieme, e condividere divertimento, cibo e bevande. Oggi, malgrado le origini molto lontane nel tempo di questi giochi, tra la seconda metà di luglio e la prima decina di agosto sono molti i villaggi della Scozia nord-occidentale in cui si possono ancora ammirare gli Scozzesi cimentarsi nelle varie discipline degli Highlands Games, falconeria inclusa, rigorosamente aperti dalla sfilata dei ‘pipers’, ossia i suonatori di cornamusa, che percorrono diversi giri del campo destinato alle gare di atletica indossando l’alta uniforme dei vari Clans ed eseguendo antiche marce militari e canzoni tradizionali Scozzesi. Una delle specialità più spettacolari all’interno degli Highlands Games è il lancio dei tronchi d’albero da parte di possenti, giganteschi atleti ai quali è affidato l’avvincente compito di sollevare e lanciare il più lontano possibile il proprio pesantissimo tronco. Per strano che possa sembrare, tale specialità è praticata molto più frequentemente da Clansmen più anziani che da palestrati giovinastri. Ciò è dovuto ad un insieme di fattori, tra cui l’inesauribile orgoglio, la grande maestria e la provata esperienza degli ‘anziani’, nonché allo sconfinato amore per le tradizioni che hanno reso la Scozia grande e famosa in tutto il mondo.


 

 

Scozia. Fino a pochi anni fa, per la maggior parte della gente questo nome corrispondeva ad una non meglio identificata regione della Gran Bretagna. Poi, a metà degli anni ’80, grazie alla fantasia creativa di Gregory Widen, uno dei tanti pressoché oscuri sceneggiatori di Hollywood, questa regione Britannica – il luogo più bello e suggestivo del mondo – divenne improvvisamente molto popolare. La ragione di tale popolarità si deve al soggetto cinematografico scritto dal suddetto sceneggiatore, “Highlander”, quasi interamente girato in alcuni tra i siti più struggenti delle Highlands Scozzesi. Ed è grazie all’enorme successo ottenuto da questo film se questa terra intrisa di storia e avvincente magia è diventata nota a tutti. Per amore e dovere di precisione, la parola

“Highlander” significa letteralmente “abitatore delle colline” (e non “immortale”, come molta gente crede, visto che l’Highlander Connor MacLeod protagonista del film è notoriamente un immortale), e la parola “Highland” significa “terra alta”, quindi “collina”, in italiano. Descrivere le profonde emozioni suscitate dal paesaggio Scozzese è impresa assai difficile poiché legata alla sfera delle emozioni, così diversa in ogni persona. Ma se ci si reca in Scozia con lo spirito giusto, e non come ottusi turisti che si preoccupano solo di visitare i souvenirs e spedire cartoline, si scoprirà che la Scozia non è un posto da vedere bensì un’esperienza da fare. Oggi, purtroppo, a causa della crescita esponenziale dell’era tragicamente tecnologica in cui viviamo, il volto di Inverness, ad esempio, la capitale delle Highlands, è cambiato nella sua essenza più tradizionale; molti dei vecchi negozi sono spariti per lasciare spazio ad imponenti centri commerciali, e le attività indipendenti di moderna concezione vendono telefoni cellulari, computers e fotocamere digitali, in malinconica sostituzione di antiche calzolerie, fabbri ferrai, o piccole ed estremamente accoglienti librerie tra i cui scaffali si respiravano le atmosfere di R. R. Tolkien o quelle altamente poetiche di Robert Burns – il più eminente poeta Scozzese. Il progresso, si sa, molto raramente è foriero di cambiamenti positivi o auspicabili, e nella stragrande maggioranza dei casi è cupo sinonimo di dolorose sostituzioni e destabilizzanti novità, come quelle appena citate. Ma se, dopo avere gustato una delle famose colazioni Scozzesi a base di uova, bacon, fagioli, crocchette di patate, funghi, toast croccanti, caffè e succo di frutta, si vuole conoscere il volto vero di questa regione Britannica, quello più antico e mai raggiunto dai devastanti effetti del progresso, basta mettersi uno zaino in spalla e avventurarsi in uno qualunque dei tanti piccoli villaggi immersi nelle Highlands. Beauly, Lochness, Cluanie, Forres, ogni singolo miglio trasuda storia, tradizione e suggestività. Ho sempre sostenuto che la Scozia è uno stato d’animo, più che un’entità geografica, e mi convinco di questo sempre di più. Il fascino che le solitarie, scontrose Highlands emanano in ogni giorno dell’anno è qualcosa che non si può spiegare a parole; il cielo imbronciato, la luce calda e malinconica dei giorni di pioggia, il profumo dell’erica - bianca d’inverno, viola d’estate - che ricopre le Highlands, è una delle più significative prove del fatto che Dio, dopo avere creato la Scozia, deve averci dovuto pensare un bel po’ prima di proseguire l’opera, poiché deve essersi reso conto di avere già espresso al meglio il proprio genio creativo. In Scozia tutto parla di tradizione. La tradizione è un bene prezioso, che racchiude in sé non soltanto la storia di un popolo ma le anche le sue più recondite radici, le matrici originali dell’ essere. Se in molte parti del mondo la tradizione è stata ed è sempre più alienata a vantaggio di una ‘modernità’ sterile ed anonima che non concede al ‘passato’ l’importanza che gli compete, in Scozia questo non accade né accadrà mai. Gli uomini Scozzesi non smetteranno mai di indossare il kilt né di cimentarsi negli Highlands games (gli antichi giochi sia individuali che a squadre basati sulla forza fisica e la prestanza atletica); il mistero di Nessie, come noi usiamo chiamare affettuosamente il celeberrimo mostro di Lochness, non sarà mai svelato; le numerose distillerie dalle quali esce il più pregiato whisky del mondo continueranno a produrre questo nettare seguendo scrupolosamente i metodi di lavorazione più antichi; il pancake (tradizionale frittella servita insieme ad un delizioso sciroppo d’acero) sprigionerà per sempre il suo fragrante profumo da John O’Groat a Edinburgo; bambine, ragazze e donne continueranno a danzare il tipico ballo Scozzese accompagnate dall’inconfondibile suono delle cornamuse; ed i ‘pipers’, ossia i suonatori di cornamusa (‘pipe’, in Inglese)continueranno a riempire l’aria del suono struggente del loro strumento ricco di storia. Se amate lasciarvi coinvolgere ed affascinare da culture diverse dalla vostra, se viaggiate col cuore e non soltanto con le valige, se vi piace conoscere e non soltanto lasciare il vostro appartamento cittadino pluriaccessoriato per le ferie estive, allora la Scozia fa per voi. Ma se siete di quelli che non pensano neppure lontanamente di immergersi nel vivo di una lingua diversa dalla loro né intendono onorare il paese che li ospita assaggiandone i piatti tradizionali o lasciandosi coinvolgere dalle abitudini locali, allora il mio consiglio è di non oltrepassare mai il confine tra Inghilterra e Scozia, e di limitarvi senz’altro allo shopping londinese; non saprete mai a cosa avete rinunciato, ma, come sentenzia il vecchio adagio, occhio non vede...QUALCHE CENNO IN PIU’

La Scozia occupa la porzione settentrionale della Gran Bretagna. La sua capitale è Edimburgo, una tra le città più belle ed affascinanti d’Europa, con storia e tradizioni da fare invidia al più esigente cultore d’arte, di storia, di tradizione e di divertimento. La lingua parlata è l’Inglese, ma è molto parlato Anche L’Inglese Scozzese e il Gaelico Scozzese. Il Norm, invece, lingua parlata anticamente nella zona delle Shetland, è oramai estinto. La popolazione della Scozia è di circa 5.130.000 abitanti, distribuiti tra due delle città maggiori, ossia Edimburgo e Glasgow, e le regioni delle Highlands. La densità attuale nelle città è di 700 abitanti per km quadrato, mentre nelle Highlands è di circa 2 abitanti per km quadrato. L’unità di sopravvivenza nazionale, più ufficialmente nota come ‘currency’, ossia unità monetaria, è la sterlina Scozzese (=’sterling pound’) divisa in 100 pence. Dal punto di vista strettamente geografico, la Scozia è divisa in Highlands (zona montuosa ricoperta di laghi e brughiere), Lowlands (formate dalle vallate che corrono lungo i fiumi Forth, Clyde e Tay) e le Uplands (tratto montuoso ma non selvaggio come le più note Highlands). Come nota di cronaca, nonché per amore e dovere di precisione, la parola ‘Highland’ significa letteralmente ‘Terra Alta’, e questo perché l’altezza delle Highlands Scozzesi è di gran lunga inferiore a quella standard di una montagna (’mountain’)comunemente intesa. Per concludere questo breve profilo geografico-e-non-solo della Scozia, le maggiori città che ne fanno parte sono, in ordine di estensione, Glasgow, Edinburgo, Aberdeen e Dundee.


 

segue-->>

 

home sbafreedom