
FAQ, ossia le domande più frequenti
sulla Scozia:
D-
COSA SONO I PUBS?
R- Il pub (abbreviazione del termine Inglese
‘public house’, ossia ‘luogo
pubblico’) è una delle più
antiche instituzioni della Gran Bretagna.
La gente ci va per bere, e oggigiorno anche
per mangiare, ma, a differenza del ‘bar’
Italiano o del ‘bistrò’
Francese, il pub Britannico serve da base
per la vita sociale. Andare al pub a bere
un bicchierino di sherry o una pinta di
‘real ale’, cioè vera
birra forte e gustosa, è una scusa
per sedersi al bancone o ad un tavolo e
iniziare una conversazione col vicino di
sgabello o di panca. Il clima Britannico,
specie quello Scozzese, non concede molto
alle attività all’aperto in
genere, e il rifugiarsi nel proprio pub
di zona dopo una giornata di lavoro o di
studio o di solitudine domestica rappresenta
il clou della socialità.
D-
Cosa sono i Clans?
R- La parola ‘clan’ deriva dal
Gaelico, e significa ‘famiglia’.
I celeberrimi Clans Scozzesi, dunque, non
sono altro che gruppi famigliari caratterizzati,
nella maggioranza dei casi, dai tipici cognomi
preceduti dal suffisso ‘Mac’,
una sorta di ‘De’ Italiano.
Non sarebbe certo cosa rara se vi capitasse
di leggere, ad esempio, ‘MacPherson’
e ‘McPherson’. La differenza
tra ‘MAC’ e ‘MC’
ha una differenziazione basilarmente geografico-territoriale,
in quanto lo spelling MAC dei cognomi Scozzesi
si riferisce ad un’ appartenenza o
un’origine prettamente Scozzese, mentre
MC (che si legge ugualmente ‘Mac’)
ha una derivazione più propriamente
Irlandese. Ogni Clan Scozzese vanta il proprio
motto di famiglia, il blasone, ed il proprio
‘tartan’, ossia il colore del
tessuto a quadri di cui è fatto il
tipico ‘kilt’ sia maschile che
femminile, e che, a seconda dei colori con
i quali è rappresentato, indica la
provenienza geografica della famiglia in
questione come pure il suo cognome.
D-
COSA SONO I BED & BREAKFASTS?
R_ Con il termine ‘Bed & Breakfast’,
solitamente indicato col noto abbreviativo
‘B&B’ (singolare) e B&B’s
(plurale), si intende una casa privata sia
gestita che abitata dal suo proprietario
il quale mette a disposizione alcune camere
della propria abitazione – generalmente
un graziosissimo cottage su due, tre piani
– ai turisti di passaggio che vogliano
gustare la calda ospitalità (soprattutto
quella Scozzese)locale e risparmiare sensibilmente
sulla spesa per l’alloggio, che in
un comune hotel sarebbe almeno del doppio.
‘Letto & Colazione’, traduzione
letterale di ‘B&B’, significa
appunto che per una cifra abbordabile quasi
per tutti si ha a disposizione un comodo
letto in una stanza fornita di televisore
a colori, doccia, gabinetto, accessori da
bagno, acqua calda ventiquattro ore su ventiquattro,
riscaldamento autonomo, maxi vassoio con
su il tipico bollitore per l’acqua
(=’kettle’)ed una generosa fornitura
di caffè, tè, zucchero e latte.
Il B&B Britannico è sempre di
gran lunga da preferire agli alberghi, poiché,
oltre a garantire l’assistenza costante
e cordiale del suo proprietario, vi dà
anche la gradevole sensazione d’essere
‘a casa’, e non nella anonima
e spesso fredda sala ristorante di un albergo.
Da notare che la differenza tra il B&B
e la ‘Guest House’, ossia la
‘pensione’, sta nel fatto che
il gestore/proprietario della Guest House
non offre sottintesamene la prima colazione
come invece garantisce nel nome stesso il
B&B; se prendete una stanza in una Guest
House e al mattino volete avere la colazione
oppure uno dei due pasti principali, ciò
comporterà un extra sul costo della
camera, oltre all’obbligo di comunicare
per tempo al vostro ‘landlord’(=’padrone
di casa’)o alla vostra ‘landlady
(=’padrona di casa’)quale dei
tre pasti fondamentali vorreste avere nonché
l’orario in cui preferireste che vi
fosse/fossero servito/serviti.
D-
COSA SONO E DOVE SI TROVANO LE DISTILLERIE
IN SCOZIA?
R- Le distillerie di whisky sono generosamente
distribuite sull’intero territorio
Scozzese, incluse naturalmente le isole
(Skye, Orkney, Shetland). Sono quasi tutte
visitabili con dei tours guidati, la sublimazione
dei quali sta nella possibilità di
‘assaggiare’ quanto viene regolarmente
prodotto. Il mio consiglio spassionato è
di non effettuare questi tours nelle prime
ore del mattino, soprattutto se siete di
quelli che non vanno oltre il mezzo bicchiere
di vino a pasto o non sono comunque abituati
ai cosiddetti ‘superalcolici’:
dedicarvi ad assaporare lo squisito nettare
prodotto dalle nostre distillerie in orari
lontani dai pasti vi procurerebbe quasi
certamente un ‘knock out’ difficile
da dimenticare. Tanto per fare un esempio,
quando visitai per la prima volta la fabbrica
della Guinness, la celeberrima birra scura
Irlandese più buona e famosa del
mondo, entrai a metà mattinata e
avrei dovuto uscirne dopo circa quarantacinque
minuti, cioè alla fine del tour guidato,
assaggi inclusi. Invece, grazie al simpatico
intrattenitore-guida che mi toccò
in sorte, ne uscii alle sei del pomeriggio,
felice e con una quantità tale di
alcohol in corpo da fare secco un drago.
Quindi andate a visitare quante distillerie
volete, perché sarà un’esperienza
indimenticabile, ma fate tesoro dei piccoli
‘hints’, ossia ‘suggerimenti’
che vi ho dato. Dimenticavo. Consiglio alla
popolazione degli astemi pentiti di non
procedere al ‘battesimo dell’alcohol’
in occasione del giro di una distilleria
– vi pentireste d’esservi pentiti!
il
CLIMA DELLA SCOZIA
Il clima della Gran Bretagna è molto
soggetto all’influenza dell’oceano;
infatti, per via della pressione molto bassa
dell’Atlantico, la pioggia è
molto frequente. La Corrente del Golfo,
tuttavia, agisce un po’ da catalizzatore,
rendendo il clima generalmente abbastanza
mite, specialmente nella zona di Edinburgo
e le grandi città in genere. Nelle
Highlands, invece, la temperatura tende
ad essere molto rigida specialmente tra
Dicembre e Marzo, quando la neve scende
a ricoprire le colline così come
le strade cittadine con una tale intensità
(e bellezza!) che spesso le scuole vengono
chiuse per giorni e, come successe qualche
anno fa, l’accesso ad alcuni villaggi
diviene impossibile, a volte per settimane.
LA
FLORA SCOZZESE.
Varia a secondo della zona, ma è
comunque molto ricca durante tutto l’anno.
Onnipresente è il cardo, che è
il simbolo della Scozia, ed è squisito
da mangiare in qualunque modo si cuocia.
Le Highlands sono invece caratterizzate
principalmente dall’erica (bianca
d’inverno, viola carico d’estate)
e dalla felce. Le Lowlands vantano una rigogliosa
vegetazione le cui numerose specie si ritrovano
anche nella maggior parte del centro-nord
dell’Europa. Nella zona nota come
Grampians (=grandi piani)si può invece
godere di un tipo di vegetazione prevalentemente
alpina.
ALCUNE
CELEBRI “STORIELLE” SCOZZESI.
‘Chi è un maleducato?’
‘E’ uno che continua a parlare
mentre tu stai cercando di interromperlo’.
Una preghiera Scozzese:  
‘O Signore, io non ti chiedo di darmi
la ricchezza. Mostrami solo dov’è’.
Uno Scozzese, un Inglese e un Australiano
sono seduti al bancone di un pub e stanno
bevendo una pinta di birra ciascuno. All’improvviso,
tre mosche cadono in ognuno dei tre bicchieri;
l’Inglese rimuove la sua con la punta
di un coltellino svizzero; l’Australiano
soffia via la mosca che è nel suo
bicchiere in una nuvola di schiuma; lo Scozzese,
prende a sua per le ali, la solleva sopra
il bicchiere e le dice:” Ok, piccola
bastarda, sputa subito la birra che mi hai
bevuto!”.
Un prete dal pulpito durante la predica
della domenica:” Figlioli, non mi
importa se mettete bottoni nel cestino della
questua invece di monetine, ma almeno usate
i vostri bottoni, non quelli dei cuscini
della chiesa!”.
All’inizio dei tempi, il Signore
Creatore, seduto sul suo trono di luce nell’alto
dei cieli, si rivolse a suo figlio Gesù
con aria soddisfatta e gli disse:”
Figlio mio diletto, oggi ho creato una terra
che ho chiamato Scozia. Ne ho fatto un paese
percorso da montagne dalla vegetazione rigogliosa
e da fiumi che ho provveduto a riempire
di una enorme quantità di salmoni.
La terra l’ho resa fertile e ricca,
in modo che la gente possa farvi crescere
il grano che poi diverrà un nettare
color ambra ricercato e apprezzato dal mondo
intero. Sotto il livello del terreno ho
distribuito filoni di carbone in quantità
generosa; e sul fondo del mare ho messo
olio e gas in gran quantità affinché
la gente ne faccia gli usi utili più
diversi. Ho distribuito laghi, fiori, alberi,
piante e animali di ogni specie in grande
quantità, affinché la gente
ne possa godere ed apprezzare il colore,
il profumo e la bellezza”. Gesù
rispose:” Padre mio, la gente che
popolerà questa terra che hai chiamato
Scozia è davvero molto fortunata”.
“Tu credi, figlio mio?”, rispose
il Signore, “Aspetta che scoprano
che c - - - - di vicini gli ho messo!”.
LA STORIA DEI ‘CROP CIRCLES’
(=’CERCHI NEL GRANO’): REALTA’
O FANTASIA?
La Scozia, terra di mille incanti e magie,
non poteva non vantare nel proprio territorio
la presenza di uno dei più inquietanti
ed affascinanti misteri a tutt’oggi
irrisolti: i cerchi nel grano. Stando ad
un’antica pergamena, tale suggestivo
effetto era da attribuire ai poteri psico-cinetici
di un sacerdote Druido. Alla fine degli
anni ’70, però, i quotidiani
Scozzesi pubblicarono le fotografie di enormi
cerchi ritrovati in alcuni campi di grano
del nord della Scozia le cui spighe erano
visibilmente piegate verso il terreno in
senso orario, a formare dei cerchi perfetti.
La fantasia umana, per fortuna, non è
solo malvagia e perversa, e a volte, come
in questo caso, riesce ad elevarsi a piacevoli
fantasticherie romantiche, tanto da volere
classificare tale fenomeno come opera degli
Extraterrestri, che, a detta dei pochi fortunati
che asseriscono di essere o essere stati
in diretto contatto con loro, si sarebbero
dilettati a lasciare un piccolo assaggio
della loro tecnologia disegnando tali cerchi
sul terreno. Ma sebbene una simile teoria
sia indubbiamente affascinante e solletichi
le corde dell’immaginario collettivo,
essa non è, almeno a tutt’oggi,
altro che una fantasiosa supposizione. Da
un punto di vista più scientifico,
l’enigma dei cerchi giganti nel grano
– tanto in Scozia che in molte altre
zone della Terra – si potrebbe (cautamente)
attribuire all’azione di campi magnetici
rotanti che, generando un enorme calore
quando più vicini al terreno, potrebbero
fare torcere e piegare le spighe. In attesa
che un eminente scienziato o un omino verde
ci forniscano una volta per tutte la vera
spiegazione del fenomeno, consiglio di andare
a visitare uno di questi siti nel nord della
Scozia. Non vedrete altro che cerchi perfetti
di enorme diametro affondati nei campi di
grano, ma la vostra immaginazione ne trarrà
un sicuro beneficio. E chissà, se
vi accampate lì per la notte e rimanete
svegli a scrutare il cielo...
DRUIDI:
CHI ERANO VERAMENTE?
Non sappiamo molto su questi affascinanti
quanto misteriosi personaggi comuni tanto
alla storia Scozzese quanto a quella Irlandese.
Su di loro possiamo, ancora oggi, fare solo
supposizioni. Ma, storici fantasiosi o addirittura
mistificatori a parte, ciò che possiamo
affermare di sapere dei Druidi – con
cauta certezza – lo dobbiamo esclusivamente
agli storici Greci e Latini e alla letteratura
e mitologia Irlandese e Gallese, giunta
fino a noi grazie alle trascrizioni dei
monaci tra il 9° e il 13° secolo,
e in parte anche ai reperti archeologici
relativi alla civiltà Celtica.
Nelle saghe epiche Irlandesi e Gallesi,
i Druidi venivano raffigurati come Dei,
in realtà essi rappresentavano una
parte fondamentale della struttura sociale
della loro epoca nella quale erano sacerdoti
di una religione ‘druidica’
o ‘celtica’ in veste di officianti
e aruspici durante riti sacri e cerimonie
di vario genere, ma erano anche giudici,
insegnanti, maghi e poeti, e la loro grande
importanza – al di là del loro
innegabile fascino avvolto da avvincente
mistero – sta nel fatto che sono i
soli testimoni di un popolo che non aveva
una lingua scritta, pertanto ogni più
piccolo indizio su di loro ci dà
la possibilità di risalire in qualche
modo alla società, agli usi e ai
costumi delle popolazioni Celtiche.
GLI
HIGHLANDS GAMES: COSA SONO? QUALE ORIGINE
HANNO?
Gli Highlands Games (letteralmente ‘giochi
delle Highlands’),nascono anticamente
come una sorta di olimpiade delle popolazioni
della zona Nord-Occidentale del territorio
Scozzese. Gli uomini di ciascun Clan (termine
gaelico per ‘famiglia’)amavano
misurarsi in competizioni sportive di vario
genere, dalla corsa al sollevamento pesi,
dal tiro alla fune alla Falconeria, specialità,
quest’ultima, legata all’abilità
di Clansmen (=capi clan)di interagire con
meravigliosi falconi pazientemente addestrati
per la caccia durante tutto l’anno.
Gli Highlands Games erano anche un modo
per riunirsi e stare insieme, e condividere
divertimento, cibo e bevande. Oggi, malgrado
le origini molto lontane nel tempo di questi
giochi, tra la seconda metà di luglio
e la prima decina di agosto sono molti i
villaggi della Scozia nord-occidentale in
cui si possono ancora ammirare gli Scozzesi
cimentarsi nelle varie discipline degli
Highlands Games, falconeria inclusa, rigorosamente
aperti dalla sfilata dei ‘pipers’,
ossia i suonatori di cornamusa, che percorrono
diversi giri del campo destinato alle gare
di atletica indossando l’alta uniforme
dei vari Clans ed eseguendo antiche marce
militari e canzoni tradizionali Scozzesi.
Una delle specialità più spettacolari
all’interno degli Highlands Games
è il lancio dei tronchi d’albero
da parte di possenti, giganteschi atleti
ai quali è affidato l’avvincente
compito di sollevare e lanciare il più
lontano possibile il proprio pesantissimo
tronco. Per strano che possa sembrare, tale
specialità è praticata molto
più frequentemente da Clansmen più
anziani che da palestrati giovinastri. Ciò
è dovuto ad un insieme di fattori,
tra cui l’inesauribile orgoglio, la
grande maestria e la provata esperienza
degli ‘anziani’, nonché
allo sconfinato amore per le tradizioni
che hanno reso la Scozia grande e famosa
in tutto il mondo.
|
Scozia.
Fino a pochi anni fa, per la maggior parte
della gente questo nome corrispondeva ad
una non meglio identificata regione della
Gran Bretagna. Poi, a metà
degli anni ’80, grazie
alla fantasia creativa di Gregory Widen,
uno dei tanti pressoché oscuri sceneggiatori
di Hollywood, questa regione Britannica
– il luogo più bello e suggestivo
del mondo – divenne improvvisamente
molto popolare. La ragione di tale popolarità
si deve al soggetto cinematografico scritto
dal suddetto sceneggiatore, “Highlander”,
quasi interamente girato in alcuni tra i
siti più struggenti delle Highlands
Scozzesi. Ed è grazie all’enorme
successo ottenuto da questo film se questa
terra intrisa di storia e avvincente magia
è diventata nota a tutti. Per amore
e dovere di precisione, la parola
“Highlander” significa letteralmente
“abitatore delle colline” (e
non “immortale”, come molta
gente crede, visto che l’Highlander
Connor MacLeod protagonista del film è
notoriamente un immortale), e la parola
“Highland” significa “terra
alta”, quindi “collina”,
in italiano. Descrivere le profonde emozioni
suscitate dal paesaggio Scozzese è
impresa assai difficile poiché legata
alla sfera delle emozioni, così diversa
in ogni persona. Ma se ci si reca in Scozia
con lo spirito giusto, e non come ottusi
turisti che si preoccupano solo di visitare
i souvenirs e spedire cartoline, si scoprirà
che la Scozia non è un posto da vedere
bensì un’esperienza da fare.
Oggi, purtroppo, a causa della crescita
esponenziale dell’era tragicamente
tecnologica in cui viviamo, il volto di
Inverness, ad esempio, la capitale delle
Highlands, è cambiato nella sua essenza
più tradizionale; molti dei vecchi
negozi sono spariti per lasciare spazio
ad imponenti centri commerciali, e le attività
indipendenti di moderna concezione vendono
telefoni cellulari, computers e fotocamere
digitali, in malinconica sostituzione di
antiche calzolerie, fabbri ferrai, o piccole
ed estremamente accoglienti librerie tra
i cui scaffali si respiravano le atmosfere
di R. R. Tolkien o quelle altamente poetiche
di Robert Burns – il più eminente
poeta Scozzese. Il progresso, si sa, molto
raramente è foriero di cambiamenti
positivi o auspicabili, e nella stragrande
maggioranza dei casi è cupo sinonimo
di dolorose sostituzioni e destabilizzanti
novità, come quelle appena citate.
Ma se, dopo avere gustato una delle famose
colazioni Scozzesi a base di uova, bacon,
fagioli, crocchette di patate, funghi, toast
croccanti, caffè e succo di frutta,
si vuole conoscere il volto vero di questa
regione Britannica, quello più antico
e mai raggiunto dai devastanti effetti del
progresso, basta mettersi uno zaino in spalla
e avventurarsi in uno qualunque dei tanti
piccoli villaggi immersi nelle Highlands.
Beauly, Lochness, Cluanie, Forres, ogni
singolo miglio trasuda storia, tradizione
e suggestività. Ho sempre sostenuto
che la Scozia è uno stato d’animo,
più che un’entità geografica,
e mi convinco di questo sempre di più.
Il fascino che le solitarie, scontrose Highlands
emanano in ogni giorno dell’anno è
qualcosa che non si può spiegare
a parole; il cielo imbronciato, la luce
calda e malinconica dei giorni di pioggia,
il profumo dell’erica - bianca d’inverno,
viola d’estate - che ricopre le Highlands,
è una delle più significative
prove del fatto che Dio, dopo avere creato
la Scozia, deve averci dovuto pensare un
bel po’ prima di proseguire l’opera,
poiché deve essersi reso conto di
avere già espresso al meglio il proprio
genio creativo. In Scozia tutto parla di
tradizione. La tradizione è un bene
prezioso, che racchiude in sé non
soltanto la storia di un popolo ma le anche
le sue più recondite radici, le matrici
originali dell’ essere. Se in molte
parti del mondo la tradizione è stata
ed è sempre più alienata a
vantaggio di una ‘modernità’
sterile ed anonima che non concede al ‘passato’
l’importanza che gli compete, in Scozia
questo non accade né accadrà
mai. Gli uomini Scozzesi non smetteranno
mai di indossare il kilt né di cimentarsi
negli Highlands games (gli antichi giochi
sia individuali che a squadre basati sulla
forza fisica e la prestanza atletica); il
mistero di Nessie, come noi usiamo chiamare
affettuosamente il celeberrimo mostro di
Lochness, non sarà mai svelato; le
numerose distillerie dalle quali esce il
più pregiato whisky del mondo continueranno
a produrre questo nettare seguendo scrupolosamente
i metodi di lavorazione più antichi;
il pancake (tradizionale frittella servita
insieme ad un delizioso sciroppo d’acero)
sprigionerà per sempre il suo fragrante
profumo da John O’Groat a Edinburgo;
bambine, ragazze e donne continueranno a
danzare il tipico ballo Scozzese accompagnate
dall’inconfondibile suono delle cornamuse;
ed i ‘pipers’, ossia i suonatori
di cornamusa (‘pipe’, in Inglese)continueranno
a riempire l’aria del suono struggente
del loro strumento ricco di storia. Se amate
lasciarvi coinvolgere ed affascinare da
culture diverse dalla vostra, se viaggiate
col cuore e non soltanto con le valige,
se vi piace conoscere e non soltanto lasciare
il vostro appartamento cittadino pluriaccessoriato
per le ferie estive, allora la Scozia fa
per voi. Ma se siete di quelli che non pensano
neppure lontanamente di immergersi nel vivo
di una lingua diversa dalla loro né
intendono onorare il paese che li ospita
assaggiandone i piatti tradizionali o lasciandosi
coinvolgere dalle abitudini locali, allora
il mio consiglio è di non oltrepassare
mai il confine tra Inghilterra e Scozia,
e di limitarvi senz’altro allo shopping
londinese; non saprete mai a cosa avete
rinunciato, ma, come sentenzia il vecchio
adagio, occhio non vede...QUALCHE CENNO
IN PIU’
La Scozia occupa la
porzione settentrionale della Gran Bretagna.
La sua capitale è Edimburgo, una
tra le città più belle ed
affascinanti d’Europa, con storia
e tradizioni da fare invidia al più
esigente cultore d’arte, di storia,
di tradizione e di divertimento. La lingua
parlata è l’Inglese, ma è
molto parlato Anche L’Inglese Scozzese
e il Gaelico Scozzese. Il Norm, invece,
lingua parlata anticamente nella zona delle
Shetland, è oramai estinto. La popolazione
della Scozia è di circa 5.130.000
abitanti, distribuiti tra due delle città
maggiori, ossia Edimburgo e Glasgow, e le
regioni delle Highlands. La densità
attuale nelle città è di 700
abitanti per km quadrato, mentre nelle Highlands
è di circa 2 abitanti per km quadrato.
L’unità di sopravvivenza nazionale,
più ufficialmente nota come ‘currency’,
ossia unità monetaria, è la
sterlina Scozzese (=’sterling pound’)
divisa in 100 pence. Dal punto di vista
strettamente geografico, la Scozia è
divisa in Highlands (zona montuosa ricoperta
di laghi e brughiere), Lowlands (formate
dalle vallate che corrono lungo i fiumi
Forth, Clyde e Tay) e le Uplands (tratto
montuoso ma non selvaggio come le più
note Highlands). Come nota di cronaca, nonché
per amore e dovere di precisione, la parola
‘Highland’ significa letteralmente
‘Terra Alta’, e questo perché
l’altezza delle Highlands Scozzesi
è di gran lunga inferiore a quella
standard di una montagna (’mountain’)comunemente
intesa. Per concludere questo breve profilo
geografico-e-non-solo della Scozia, le maggiori
città che ne fanno parte sono, in
ordine di estensione, Glasgow, Edinburgo,
Aberdeen e Dundee.
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